Gido

Mi chiamo Giuseppe Guidotti ma in effetti così non mi ci chiama proprio nessuno. Gido, così mi chiamano tutti.
Il perché è una storia vecchia e poco interessate. Facilmente intuibile.
Sono nato a Vercelli, orgogliosamente piemontese, ma la vita mi ha portato a diventare, come molti altri, un milanese d’adozione. A Milano vivo e lavoro da ormai più di 5 anni.

Mi sono diplomato al liceo scientifico, laureato MultiDams (multimedialità e discipline di arte, musica e spettacolo) e “masterizzato” in Comunicazione e Marketing Multimediale. Mi piace la tecnologia, sono sufficientemente nerd ma solo quando questo ha un impatto concreto nella vita delle persone. Non per niente amo le storie. Raccontarle, scriverle e farne parte. Mi piace non annoiarmi. Ma non c’è pericolo, non ne sono capace. Ho la sindrome del motociclista (anche se non sono mai salito su una moto): quando affronto una curva sto già pensando a come impostare la successiva.

Amo il mio lavoro, cucinare e suonare. La musica è una parte fondamentale della mia vita da sempre. I primi ricordi che ho riguardano l’ascolto di Bad di Michael Jackson. Da allora non ho smesso un solo giorno di ascoltare musica. Ho visto una quantità di concerti che supera decisamente i 100 (ma è ancora abbastanza lontana dai 1000). Suono e compongo. Per lo più musica elettronica.

Tifare una squadra di calcio è una fede, non può essere una semplice simpatia. La mia fede sa regalare gioie incredibili e dolori lancinanti. Come tutti i veri amori. Perché per noi purtroppo vincere non è importante…